febbraio 24, 2017

Cenni storici

QUEL SENTIERO DI NOME SERGIO ROSA

Se dalla valle si alza  lo sguardo verso il nostro superbo Monte Finestra, si nota chiaramente sulla parete della vetta nord, un puntino bianco, proprio dove la parete è più liscia. Quel puntino è la lapide che ricorda il giovane Sergio Rosa, che qui perse la vita precipitando da queste rocce il 30 novembre 1941.

Un sentiero rasenta la lapide e conduce alla vetta Nord: è il sentiero che il C.A.I. ha contrassegnato col n. 10 e che è intitolato a Sergio Rosa, l’ardimentoso e sfortunato scalatore.

Sergio Rosa viveva a Cava con i genitori, trasferiti qui da Rovereto, il padre, genovese di origine, al tempo dirigeva la Manifattura Tabacchi.
Il 30 novembre del 1941 si era recato in compagnia di un amico a scalare la parete della vetta Nord, quelle rocce gli ricordavano le sue Dolomiti.
La tragedia fu repentina, durante tutta la notte squadre di volontari, operai della Manifattura, e tanti amici, perlustrarono la grande montagna.
Il giorno seguente portarono a valle il giovane senza vita. Le esequie nella chiesa della Madonna dell’Olmo videro la partecipazione di una folla commossa.

Il 17 maggio 1942 la sezione cavese del C.A.I., prese l’iniziativa di organizzare una celebrazione per commemorare, sul Monte Finestra, la figura di Sergio Rosa, ed apporre una lapide proprio sul luogo della disgrazia, il sacerdote Don Luigi Avagliano celebrò lì la messa improvvisando tra le rocce un altare.

Per l’occasione fu benedetta la lapide che recita le seguenti parole:”Sergio Rosa/studente diciannovenne/Nello scalare questa parete/il 30 nov. 1941/cadde vittima/della passione e dell’ardimento/La sez. cavese del C.A.I./ad imperituro ricordo/17 maggio 1942”.

Oggi si frequenta poco la montagna e forse pochi di noi percorriamo il sentiero Sergio Rosa, ma vale certo la pena qui di ricordarlo e forse, chissà, tentare di arrampicarsi lassù.